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Terapia sistemico familiare: di cosa si tratta e perché sceglierla

Terapia sistemico familiare

La Psicoterapia ad orientamento sistemico familiare nasce alla fine degli anni 50 negli Stati Uniti, grazie ad alcuni studiosi come Ackerman, Bowen, Whitaker, Bateson, Jackson e Haley.

All’inizio la terapia sistemica si rivolgeva principalmente alle famiglie, aiutandole a risolvere problematiche relazionali che innescavano dei meccanismi disfunzionali e creavano difficoltà tra i membri della famiglia.

Successivamente, la terapia sistemica ha allargato i propri orizzonti rivolgendosi anche ai singoli individui e alle coppie, fornendo un approccio terapeutico valido per numerose problematiche.

Uno degli aspetti centrali della psicoterapia ad approccio sistemico riguarda le “narrazioni”, cioè ciò che il paziente riferisce, il suo modo di raccontare di sé e delle sue relazioni.

Il terapeuta osserva pensieri, parole, azioni, emozioni, per conoscere il cliente e aiutarlo ad osservarsi, per poter poi costruire una nuova dimensione di cambiamento.

Il cambiamento, in terapia sistemico familiare, viene costruito insieme da paziente e terapeuta. Il paziente viene ritenuto esperto di se stesso, mentre il terapeuta è un esperto di relazioni, di storie e di costruzioni della realtà.

Insieme, terapeuta e paziente possono esplorare vari aspetti, centrali all’approccio sistemico:

  • Il problema che il paziente porta in terapia (perché si sta rivolgendo ad uno psicologo?)
  • La storia del paziente (chi è?)
  • La storia delle sue relazioni (chi sono le persone importanti e significative della sua vita?)

Tutto ciò viene osservato in un contesto di comprensione, in cui tutto ciò che il paziente racconta e pensa viene accolto con rispetto, facilitando la conoscenza reciproca, tra cliente e terapeuta.

Ma cosa significa “sistemico familiare”?

Questo concetto nasce dall’unione di due elementi: il sistema e la famiglia.

Per sistema si intende un “gruppo di persone”, mentre la famiglia è il contesto in cui siamo nati e cresciuti. La famiglia stessa, d’altra parte, è un sistema, il sistema che ha collaborato alla creazione della nostra identità, di come siamo fatti e di come ragioniamo.

La psicoterapia sistemico familiare dà grande importanza al sistema famiglia, credendo che esso dia una forte impronta alla nostra personalità e al nostro relazionarci con gli altri (non solo i familiari, ma anche gli amici, i colleghi, il nostro compagno).

La terapia sistemica ha l’obiettivo di favorire la crescita di un maggiore benessere, aiutando il paziente, che sia un singolo individuo, una coppia o una famiglia, a trovare un modo migliore di stare al mondo.

Come accennato, la terapia sistemica può essere rivolta ad un individuo, ad una coppia o ad una famiglia, in base alle esigenze del paziente e alle difficoltà/problemi che egli porta in terapia.

Nella psicoterapia sistemico familiare è necessaria la presenza di tutta la famiglia?

No, come accennato, la terapia sistemica nasce come un approccio dedicato alla famiglia, ma nel tempo ha allargato i propri orizzonti, dedicandosi dunque anche al singolo individuo e alle coppie. Dunque un terapeuta sistemico può offrire consulenze e percorsi di psicoterapia rivolti anche alla persona o alla coppia, senza necessariamente “convocare” in seduta la famiglia intera.

D’altra parte, se necessario, in accordo col paziente, spesso è possibile aprire le porte dello studio dello psicoterapeuta anche ai familiari.

Dott.ssa Valentina Moneta
Psicologo e Psicoterapeuta individuale, di coppia e familiare
Sito Web: valentinamoneta.it

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